martedì 27 dicembre 2011

Yōkai #2 - "Basan"

Utilizzando come fonte l' "Enciclopedia dei mostri giapponesi" di Shigeru Mizuki, oggi voglio parlarvi del Basan, una creatura della mitologia giapponese che, per l' aspetto, potrebbe ricordare il nostro basilisco, ma le somiglianze finiscono qui. Un altro nome di questo mostro simile a un gallo è Basabasa, l'onomatopea per il fruscìo. Tale suono poteva essere sentito a notte fonda vicino alla porta di casa, ma anche quando la si apriva tempestivamente non si trovava nessuno. Questa creatura passava il giorno sui monti nei boschi di bambù, usciva soltanto di notte. Sebbene potesse sputare una fiamma dalla bocca si trattava di un mostro completamente innocuo. A Iyo, nella prefettura di Ehime, quando i bambini facevano i capricci venivano avvertiti: il mostro del fruscìo sarebbe stato attirato dal loro pianto.



Basan tratto dal bestiario "Ehon Hyaku Monogatari".


Basilisco tratto dalla Cronaca di Johannes Janssen di Acquisgrana (1748).

Rappresentazione moderna di un basan tratta dal sito "Obakemono Project"


domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale!

Sì, non ho scuse, sono mancata tantissimo tempo e non ho più postato alcun lavoro. L'università mi ha preso molto, ma almeno lo scorso appello mi ha fruttato buoni risultati. Subito dopo l'ultimo esame mi sono però dedicata velocissimamente a qualche regalino fatto in casa. Si tratta di teierine in ceramica che ho dipinto con colori appositi della Pebeo. Entrambe le cose le trovate tranquillamente in qualsiasi negozio di bricolage e fai da te, e gli articoli che fungono da base per la decorazione a mano possono essere veramente tanti, dalle tazze alle scatoline.
Ve li dono virtualmente e vi auguro buone feste!









BUON NATALE!

venerdì 23 dicembre 2011

Yōkai #1 - "Rokuro-kubi"

Il primo mostro di cui voglio parlarvi è il Rokuro-kubi (mostro dalla testa volante). Questo demone è protagonista del kwaidan (Storia di fantasmi) “La testa del demone” narrato da Lafcadio Hearn nella sua raccolta di storie. È bene dire fin da subito che Hearn ha fatto confusione. Il mostro di cui parla in realtà si chiama Nukekubi (testa staccabile) e, sebbene i due demoni siano simili per malvagità, per il fatto di sembrare normali esseri umani durante le ore del giorno e per un segno rosso alla base del collo, sono due distinte tipologie di creature sovrannaturali. In ogni caso ho deciso di accorpare i due yōkai nello stesso post assecondando una svista che oramai ha fatto storia. La vicenda che sto per descrivervi può sembrare buffa, ma non manca d'una vena tetra e inquietante. Nel breve racconto troviamo un samurai senza padrone fattosi monaco, tale Kwairyo, archetipo d'eroe fiabesco: forte, furbo, coraggioso, onesto e devoto. Sulle montagne nella provincia di Kai è colto dalle tenebre e si trova costretto a dormire all'aperto. Un boscaiolo lo vede e lo mette in guardia contro i demoni e i pericoli di quel luogo, quindi lo invita nella sua umile dimora. Il monaco accetta, ha modo di conoscere il padrone di casa e la sua famiglia attorno al fuoco, dopodiché si ritira a recitare i sutra. Durante la notte esce per abbeverarsi e, con grande stupore, scopre nella stanza principale cinque corpi decapitati. Non essendoci traccia di sangue arriva presto alla conclusione che trattasi di Rokuro-kubi, esseri descritti nel libro di Sôshinki. Seguendo le istruzioni di tale testo Kwairyo nasconde i corpi cosicché le teste, che fluttuano libere all'esterno mangiando vermi e insetti, non ritrovandoli siano condannate a morte certa. Le teste, scovate a parlottare in un boschetto, sono intente a confabulare a proposito del “monaco bello grasso” destinato a diventare loro banchetto entro la notte. Il monaco sradica un alberello e, come fosse una mazza, lo usa per colpire la testa del boscaiolo che gli resta, esanime, attaccata alla manica in un morso inamovibile. Il monaco si incammina verso la città con la testa ancora appesa al braccio e la storia continua, ma su altri elementi estranei alla figura del demone che quindi tralascerò.

Questo tipo di yōkai è invece descritto in modo corretto da Shigeru Mizuki, che è un esperto di questo genere di storie. Il Rokuro-kubi presente nella sua Enciclopedia dei mostri giapponesi, chiamato anche più brevemente Rokuroto, è una figura femminile che succhia via lo spirito degli uomini addormentati. Durante la notte allunga il suo collo a dismisura per cercare prede. Sulla gola ha una muscolatura porpora che rende riconoscibile la sua natura ma durante il giorno appare come una normale donna. Una storia che ha per protagonista questa versione del demone è contenuta nel Hyaku Monogatari Hyoban (Le famose cento novelle).

Ora, visto che questi mostri sono assai famosi vale la pena aggiungere qualche rappresentazione grafica.

Nukekubi dal Bakemono Zukushi, periodo Edo.

Rokuro-kubi tratta dai Manga di Katsushika Hokusai

Rokuro-kubi tratta dal Gazu Hyakki Yakō (The Illustrated Night Parade of A Hundred Demons)

Rappresentazione moderna di una Rokuro-kubi tratta dal sito MatthewMeyer.net

Ritorno e presentazione dei prossimi post

Da circa un mese non avevo più internet. Ho cambiato casa e ci sono stati alcuni problemi con la rete. Torno per augurare buone feste a tutti i lettori e per informarvi a proposito di alcuni piccoli post che, se troverò tempo e voglia, farò nei prossimi mesi. Su un banco di libri usati ho trovato una vecchia copia di un libro ormai irreperibile: Kwaidan “Storie di spettri giapponesi” di Lafcadio Hearn.

Si tratta di una raccolta di storie sovrannaturali raccolte dall'autore sia oralmente sia tramite antichi testi. Alcune sono piuttosto ingenue, ma altre mi hanno ispirato particolarmente. Ciclicamente cercherò di proporvi la descrizione di un mostro, un demone o uno spettro della tradizione consultando varie fonti in mio possesso. Per ora mi limiterò alle leggende giapponesi, ma non è detto che non travalichi in altre aree culturali. Spero di fare una cosa gradita, vi saluto e vi auguro un buon Natale.

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