martedì 16 agosto 2011

No batto. Una descrizione ampliata e minuziosa.

Riprendendo il mio vecchio articolo sui "no batto" ho allargato la descrizione toccando tutti gli altri aspetti della vita di questo popolo. Credo che sia una razza originale e piacevole per un gdr, anche se un po' bislacca.
Sarei davvero felice di sapere che cosa ne pensate.

Ah! Per chi non lo sapesse, questo è un anchilosauro:



Noba Dongo è un' isola ch'è in alto mare al sud. L'isola è molto grande e le genti sono sauri con la coda come una mazza. Qui si trova l'oro, n'anno assai ma non molti mercanti vi vanno. Li palagi dei signori sono coperti d'oro come qua di piombo le chiese. E i loro guerrieri hanno spade come serpi. Ancora v'è molte pietre preziose, no si potrebbe contare le ricchezze di quest'isola. I loro baroni sono savi e valenti. E tra i baroni v'è grande invidia e l'uno no fa per l'altro, ma tutti si battono con grandissime prodezze, e sono molti forti e molto crudeli da catuna parte...

- Dal diario di viaggio del mercante virocleo Antonio Serafìn


I no batto sono umanoidi discendenti dagli anchilosauri. Sono erbivori ma tendenzialmente portati all'aggressività. Sono dotati di una corazza ossea formata da placche ovali o rettangolari disposte in file trasversali. Noduli e placche più piccole riempiono gli spazi aperti fra le placche più grandi. Le prime due file formano un anello protettivo intorno al collo, anche il cranio è protetto dalla medesima corazzatura. Hanno una massiccia mole muscolare e resistono straordinariamente bene allo sforzo fisico. Hanno una postura leggermente ricurva, sono alti da 1.90 a 2.30. Hanno un apparato orale simile a un becco che utilizzano per recidere i vegetali. Sono dotati di una coda corazzata che termina con una testa di mazza. I No Batto sono molto fieri delle loro code, che utilizzano abilmente in combattimento.Hanno un'economia stanziale basata su un'agricoltura estensiva a basso apporto tecnologico. Disprezzano tutti i membri delle altre razze, sono xenofobi e sono convinti che la loro cultura sia l'unica via per la civiltà. La vita di ogni no batto ha su di sé l'ombra degli antenati (Sosen), ogni famiglia ha i propri altari dove onora i defunti. Gli antenati illustri (Juyona sosen), invece, sono persone particolarmente importanti, spesso leggendarie o semi-leggendarie, che vengono onorate dall'intera popolazione, o anche solo in alcuni ambiti culturali e/o territoriali.La maggior parte della popolazione è di casta Nomin (contadini). Questi braccianti non possiedono terra, che è dei signori feudali e dei guerrieri, ma la coltivano duramente per ricavarne un minimo sostentamento, il resto viene venduto nelle città o sfama la famiglia e la servitù del padrone. Questi contadini si dedicano spesso anche alla tessitura e all'artigianato per auto-consumo.
Il clima è generalmente mite, ma con inverni freddi e nevosi. Nel centro-sud c'è la catena montuosa di Yaburu che protegge dai venti freddi un'ampia zona di No Batthongo. In particolare l'isola Toga, posta nell'estremo sud, ha un clima tropicale, umido e afoso. Il clima migliore del paese è nel Golfo di Iwa, con inverni non troppo rigidi ed estati calde, dove si coltivano degli ottimi frutti.L'animale più diffuso e utilizzato dai no batto è il Tokage, un possente rettile quadrupede erbivoro alto 2,5-3 metri alla garrese. Questa creatura dalla pelle verde viene sellata e può trasportare uomini e bagagli in quantità data la sua mole possente. Inoltre viene utilizzato come forza lavoro per l'agricoltura e la produzione di energia. Si tratta di un animale docile e solitario, ma viene utilizzato in battaglia con efficacia poiché può travolgere i nemici col suo fisico imponente.
Esistono anche gli hadena, uccelli giganti simili a struzzi dai colori sgargianti. La colorazione del loro piumaggio è differente a seconda delle zone di provenienza. Sono alti dai 2,5 ai 3 metri e sono completamente selvatici. In genere sono pacifici ma possono mostrarsi aggressivi quando difendono i propri nidi. Hanno possenti e affilati becchi coi quali aprono le noci di cocco. Sull'isola di Hito-Gui le uova di questo animale, che sono spesse diversi millimetri, vengono tagliate a metà e utilizzate come recipienti.Fra i no batto inoltre è d'uso comune tenere iguane, lucertole e camaleonti come animali domestici. Esistono anche scommesse sui combattimenti fra questi animali, ma sono considerate attività crudeli, soprattutto nelle città e fra le caste alte. In particolare a Hinto è una pratica vietata, sono previste pene pecuniarie e fisiche per chi maltratta un rettile, qui infatti l'amore per questi animaletti raggiunge livelli sconosciuti altrove.
Le colture più comuni del sud sono il riso, le banane, il cocco e un frutto locale altamente proteico chiamato jushi, di colore blu scuro, che possiede anche un forte potere colorante. A nord invece si coltivano miglio, mele, pere, prugne, noci e mandorle. Una particolare zona costiera nel golfo di Iwa possiede un microclima ottimo per vari tipi di agrumi (alcuni di essi famosi come componenti principali per medicine e pozioni) e per i migliori jushi del paese, che non a caso, diluiti con acqua, tingono di azzurro le vele delle loro imbarcazioni e gli stendardi dei loro guerrieri.
La famiglia è monogamica patriarcale, gli anziani sono assai rispettati e hanno potere decisionale sulle vite dei figli e dei nipoti. I vecchi hanno il diritto di essere mantenuti e rispettati dai più giovani, anche nel caso che siano solo pareti lontani.Le vite dei no batto sono scandite da ritualità precise che si perdono nella notte dei tempi. Gli shisai (sciamani) officiano questi riti con solennità e sono ovunque rispettati come tramite fra l'uomo e gli spiriti. Un particolare rito d'iniziazione per la casta dei fujun'na è l' hakudatsu, il taglio della coda che avviene all'età di sei mesi. La vittima del rito deve restare digiuna per tutta la mattina, quindi prima che il sole cali a mutilazione viene compiuta. Uno shisai di basso livello taglia le ultime vertebre della coda del bambino con una lama affilata aiutandosi con un colpo di martello. Dopodiché, come rito di purificazione, la fronte dell'infante mutilato sarà bagnata con otto gocce del suo stesso sangue, questi segni non dovranno essere puliti se non la mattina successiva. Il giorno seguente il bambino riceverà dei doni e sarà imbastito un ricco banchetto in suo onore (solitamente molto povero per gli standard alimentari delle altre caste).
Un altro rito è la "vestizione del guerriero" (reizoku) che avviene all'età di dodici anni per la casta dei senshi. Officiato da uno shisai di medio livello, si svolge nel palazzo del nobile al quale il guerriero fa giuramento. Il guerriero dovrà prostrarsi sul pavimento dinanzi allo scranno del signore allargando le braccia per un tempo che stabilisce lo shisai tramite il lancio di ossa oracolari (I tempi oscillano da minuti a ore). Sempre tramite le ossa oracolari si stabilisce un nome "da adulto" per il nuovo guerriero, che sarà pronunciato solennemente dal suo padrone kedakai. A quel punto il nuovo guerriero può alzarsi e mostrarsi in piedi dinanzi al suo signore, il quale gli donerà con entrambi le mani una spada sacra di proprietà del tempio. Il guerriero la accetterà tenendola fra le mani per lunghi secondi, poi la renderà al signore, che a sua volta la renderà allo shisai. È d'uso comune che un guerriero maturo, appena uscito dal palazzo del signore, debba sottoporsi ad un corridoio di calci e pugni sferrati senza pietà da amici, famigliari e conoscenti, il guerriero dovrà camminare lentamente e sopportare l'intero corridoio senza reagire né lamentarsi. Questo corridoio è chiamato itami no keiro (via del dolore) ed è un simulacro teatrale della vita del guerriero, che idealmente dovrà essere sottoposto a vessazioni fisiche per tutto il corso della sua vita a costo di difendere il suo kedakai.In tutte le casta la nascita di un bambino è salutata come un evento estremamente positivo. È dìobbligo ringraziare gli spiriti tramite numerosi riti che gli shisai officiano per proteggere il bambino dalle malattie, dagli spiriti maligni e dagli spettri che vogliono rapirlo. Un bambino che muore in culla è considerata un'anima dannata e la propria famiglia compirà per lui rituali mensili per placare la sua tristezza e la sua solitudine.
I bambini delle caste inferiori passano la maggior parte della loro infanzia coi nonni, che li educano e li istruiscono a livello elementare. I figli di guerrieri e sacerdoti vengono educati e addestrati in luoghi adibiti lontano dalle proprie famiglie, i nobili vengono educati da precettori scelti dalla propria famiglia. Nel territorio del clan degli An, ma in particolar modo sull'isola di Jizakai, questi maestri sono spesso stranieri.
I defunti vengono cremati velocemente in modo che il loro corpo non si corrompa. Si allestisce una pira all'aperto e si disperdono i resti nei boschi, nel mare o nel fiume. Il rito funebre è officiato dallo shisai, che però non tocca mai il cadavere con le sue mani, lasciando questo compito ai fuoricasta. I morti sono in egual moto temuti e riveriti, poiché si pensa che le loro anime aleggino ancora nelle loro case e nei luoghi dove hanno vissuto.Per i nomin è vietato portare armi, ma sentono comunque il bisogno di difendersi dai banditi o dagli sgherri dei signori feudali, per questo nel corso del tempo hanno creato stili di combattimento complessi utilizzando attrezzi agricoli. Non è cosa rara che un nomin possa sconfiggere uno senshi utilizzando soltanto i suoi strumenti agricoli.
I senshi hanno uno stile di combattimento che non prevede l'uso di scudi, ma è incentrato su alcune particolari armi:

Shinayakana: Una lunga spada a biscia senza guardia, l'arma principale del guerriero no batto che utilizza abilmente insieme alla propria coda a mazza.

Hebi: Una versione piccola della shinayana, questo piccolo pugnale a biscia serve come arma di riserva e per compiere il suicidio rituale, effettuato attraverso il taglio della gola.

Kara zao: Una lunga catena terminante con una palla di ferro, a volte chiodata. Viene fatta roteare sopra la testa a lungo perché il colpo arrivi da una direzione inaspettata. È un'arma secondaria usata raramente in battaglia.

Mokuzai: Un arco composito che può essere teso solo da persone molto forti. Viene utilizzato con frecce classiche o a tridente, a volte avvelenate, altre volte incendiarie.

I sacerdoti e i nobili non portano armi, preferendo farsi difendere dai propri guerrieri.

Uomini e donne mangiano allo stesso tavolo. La servitù è appannaggio della nobiltà e dei più prestigiosi guerrieri e sacerdoti. Le famiglie di questi individui vivono in cittadelle fortificate e la loro servitù vive nelle proprie rispettive abitazioni separate.In alcuni giorni di festa dedicati a particolari spiriti del bene si mangiano dolci fatti di fagioli azzurri, un tipo di fagiolo con una bassa resa agricola, ma dal forte potere dolcificante.
Non ci sono distinzioni di preparazione dei pasti nobili e dei pasti comuni, il cibo è consumato perlopiù crudo in scodelle, quello che cambia fra le caste è solo la qualità e la quantità del cibo consumato. Nella cultura no batto non esiste la figura del "cuoco", chiunque cucina per se sbucciando i frutti e lavando la verdura.
Fra le classi inferiori non esistono posate, si mangia agevolmente con le mani. Solo alcuni nobili del clan An hanno adottato forchette di legno o di metallo, questo con grande stupore del resto dei clan, che li considerano bislacchi pronti a correre dietro a tutte le follie straniere.Nel pasto dei no batto non esiste un ordine preciso, tutto è posto sul tavolo e consumato come meglio si preferisce, spesso in un piatto unico.
I no batto bevono alcolici derivanti dalla fermentazione del riso e dell'anguria gialla. Sono comuni anche spremute di frutta e acqua.I loro tavoli sono bassi, di legno leggero, fatti apposta per stare seduti a terra. Non esiste una gerarchia dei posti a sedere.
L'unico grande tabù alimentare è il consumo di derivati animali, considerato disgustoso e contro-natura.
Per il gusto dei no batto è comune unire nello stesso piatto cereali, frutta e verdura in accostamenti che darebbero la nausea agli esseri umani. Molto famoso è il riso all'ananas e cocco.Per la cultura di questo popolo l'espressione musicale è strettamente collegata a quella teatrale. Esistono corni e strumenti a fiato di vario genere con cui le orchestre accompagnano danze e rappresentazioni sul palco. Questi concerti possono sembrare ripetitivi e alienanti all'orecchio di uno straniero, ma per i no batto è molto chiaro quando essi esprimono rabbia, gioia, tristezza o felicità. Lo svago principale di tutte le caste è il teatro. Le rappresentazioni sono le più varie, di solito raffinati componimenti epici e storici per le classi alte e storielle comiche per quelle basse. Per le classi alte è un disonore partecipare, o peggio ridere, alle storielle comiche per il volgo, ma si dice che alcuni di loro in incognita, annoiati dalla cultura alta e pomposa, vi assistano in gran segreto.
Il saluto fra i no batto si compie rudemente: si guarda negli occhi l'altro e ci si batte il petto con in pugno destro. Il senso di questo atto è andato perduto. Ci si saluta solo all'interno della medesima casta. Un particolare gesto offensivo è il toccarsi il naso con ogni dito. Questa buffa espressione si traduce con "sei così preoccupato della tua incolumità che, alla fine del combattimento, conti se ti sono rimaste tutte le dita". Compiere questo gesto di fronte a un guerriero equivale a firmare la propria condanna a morte.La coda dei no batto non è utilizzata solo per il combattimento. Questa parte anatomica riveste un ruolo centrale nel linguaggio del corpo. Muoverla nervosamente equivale a una minaccia, strusciarla lentamente nel terreno circostante è un corteggiamento, strusciarla sulle gambe di un'altra persona è considerato un gesto che rientra pienamente nella sfera erotica, ma è un gesto attivo che, per tradizionali ruoli sessuali, può compiere solo un maschio. La coda viene anche goliardicamente paragonata al fallo, una leggenda diffusa fra le ragazze vuole che le misure della coda corrispondano alle misure del pene. Per mostrare rispetto e riverenza verso il proprio signore o verso un proprio superiore si ripiega la coda a spirale sul terreno inginocchiandosi un poco. La riverenza dei laici verso la casta degli sciamani esige soltanto l'inchino, ma questo non è così per le gerarchie sacerdotali interne.
Agli ospiti viene offerto un succo spremuto da un frutto, che sia il più possibile dolce e colorato. I più raffinati sanno mescolare frutti e verdure per creare bevande uniche. Questa bevanda di benvenuto viene offerta ritualmente con entrambe le mani e si chiama kangei. Non bere completamente questo succo è considerato estremamente scortese. Generalmente i no batto non amano ospiti di altre specie.
La lingua dei no batto è semplice e composta da suoni duri. Il linguaggio del corpo e il tono della voce sono importanti, diverse modulazioni danno vita a diversi significati. La lingua scritta è cuneiforme perché deriva dalle antiche iscrizioni sull'argilla, sono segni spogli e pragmatici, privi di effetto decorativo. Le sfumature della lingua si fanno complesse quando si parla di spiriti e deità. La lingua dei no batto è intrisa di un forte potere magico, esistono formule che legano la vita di un uomo a quella di un altro o a uno scopo. Esistono giuramenti di vendetta che non possono essere sciolti se non con la risoluzione violenta, pena: il disprezzo della propria comunità. I no batto prendono molto sul serio le parole.Gioielli, decorazioni e oggetti d'arte si fanno col corallo, la giada e le conchiglie. In misura minore d'oro e d'acquamarina. L'estetica è sgargiante e allegra, gli spazi vuoti sono ridotti al minimo, a costo di creare motivi confusi.
Quando un guerriero viene meno al suo giuramento o alla parola data ci si aspetta che compia il suicidio rituale. Questo gesto è visto come un dovere, viene accettato con tristezza ma non con disperazione. Il concetto di onore e onestà fra i no batti è inconcepibile per le altre razze. Una parola di troppo, una promessa, o un semplice "sì" possono significare molto per un membro di questo popolo.Un membro della comunità deve essere necessariamente di razza no batto, il resto è considerato inassimilabile e alieno.
Ogni suddito ha i propri diritti e doveri a seconda della propria casta d'appartenenza. I diritti dei fuori-casta sono praticamente inesistenti. Il corteggiamento è breve ma intenso, i no batto maschi hanno modi rudi per rapportarsi con le proprie donne, che ci si aspetta sottomesse e silenziose. Una donna che si comporta come un uomo è giudicata passibile di morte ed è considerata "uno scherzo di natura". Il matrimonio, come ogni altro aspetto della vita, è scandito da precisi riti sciamanici. In particolare durante la recitazione delle formule i due sposi devono intrecciare le loro code e far sfregare le loro mazze (ovviamente i fuori-casta intrecciano soltanto le code). La coda è un tratto estetico da non sottovalutare, ma anche la perfezione delle piastre ossee è un comune segno di bellezza.
Fra i no batto i vestiti hanno un ruolo marginale. Resistono bene al freddo e al caldo, e quando le temperature sono troppo rigide si coprono con pellicce. Avendo gli organi sessuali interni non c'è nessun tabù nello stare nudi, cosa che comunemente avviene. Le abitazioni sono di legno e quasi sempre a un piano, lunghe ma poco alte. Negli architravi è comune incidere motivi floreali. I più ricchi smaltano gli alveoli di queste incisioni con colori accesi. Le abitazioni sono costruite per non durare, annualmente devono essere riparate e alla fine ricostruite. Solo castelli, torri e cittadelle sono in pietra.
La cultura popolare è espressa attraverso le numerose statuette di legno e avorio che rappresentano spiriti e divinità locali. Poco più che oggetto apotropaici vengono tenuti in tasca o adorati negli angoli delle case e delle strade. Un personaggio mitico, eroe di un poema epico, che è stato assorbito profondamente dal folklore è Eyiu Tachi, un formidabile guerriero dedito all'alcol, scaltro e arguto ma in fondo buono. Nel poema epico "Eyiu Tachi monogatari" compie beffe e azioni da spaccone, ma in fondo è buono e aiuta i deboli. È famoso per aver sconfitto demoni, mostri marini e uccelli giganti.La religione permea le vite degli uomini, ma non ha una vera dottrina o dei dogmi. Si tratta di una religiosità sciamanica legata agli spiriti e al mondo dei morti. Non esiste né la parole né il concetto di eresia o scisma. Le religioni organizzate sono confuse col potere tirannico e sono considerate una mera prevaricazione. I no batto non riescono a capire il concetto di conversione religiosa, si sentono legati ai propri spiriti in quanto appartenenti al proprio popolo. La gente è rispetta e teme i sortilegi e le formule magiche. Le figure assimilabili al male sono semplicemente le forze negative della natura e i demoni che portano sventure.Il livello tecnologico del paese è medio, si riescono a fare palazzi e fortificazioni complesse nonché strumenti di metallo resistenti.
La nobiltà possiede tutta il medesimo titolo, la differenza sta nella pratica della dominazione territoriale diretta e indiretta. Il titolo più prestigioso, ma anche il più svuotato di reale potere, è quello di Saiko, re di No Batthongo. Le professioni più rispettate sono quelle legate alla vita militare, le più disprezzate quelle legate ai morti e agli animali.I ruoli sociali sono estremamente rigidi e le caste ermeticamente chiuse.
I vari governatori locali prendono una parte di prodotto dai contadini ma per il resto li lasciano liberi, salvo saltuarie prestazioni di lavoro coatto.
Non esiste la moneta perché non esiste un mercato complesso, le piccole transazioni avvengono in sacchi di cereali e conchiglie.I signori feudali possiedono una loro clientela di guerrieri che possono mobilitare in ogni momento. Ogni primavera avvengono scontri di confine e sconfinamenti. Malgrado le alleanze e i rapporti diplomatici siano fatti effimeri, si può stabilire una linea consolidata:

Chairo è in buoni rapporti con Iwa e in pessimi rapporti con Kiiro e Hinto.

Iwa è in buoni rapporti con Chairo e neutrale verso tutti gli altri.

Higashi è in buoni rapporti con Hinto e in pessimi con Kiiro e An.

Hinto è in buoni rapporti con Higashi e in pessimi con Kiiro e An.

An è in pessimi rapporti con Higashi e Hinto, in buoni con Kiiro, ma tende alla neutralità e al non intervento.

Saiko è neutrale e passiva.

Il sistema giudiziario è barbarico e sbrigativo. La giustizia è amministrata da membri delle caste alte, siano essi nobili sacerdoti o guerrieri. Le condanne alla morte e alla tortura sono comuni e socialmente accettabili anche per reati minori come il furto.

I crimini più gravi sono quelli compiuti versi le caste alte, in particolare la sommossa è considerata passibile di mutilazione e morte atroce. La funzione di polizia è fatta interamente dai guerrieri. I crimini della nobiltà sono altamente tollerati e insabbiati, in ogni caso essi hanno diritto di vita e di morte sui propri sudditi.
La magia è esercitata soltanto dagli sciamani, è una conoscenza esoterica tenuta in altissima considerazione. Gli eserciti sono un'accozzaglia di spavaldi guerrieri individualisti che tentano di compiere azioni significative nella mischia. Le battaglie sono più simili a duelli che a scontri fra eserciti.
L'esercito è comandato da guerrieri anziani che hanno acquisito prestigio e tecnica sul campo. Le tattiche sono le più varie, comprese imboscate e false ritirate, in ogni caso sono pensate per guidare piccoli contingenti di uomini motivati e addestrati. Di solito si guerreggia quando il clima è mite.

2 commenti:

  1. Diciamo che cerco di fare le cose seriamente! Non mi piace il GDR preso con leggerezza ;)

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