sabato 14 settembre 2013

Pomarola Cazzariello - png mezz'uomo per Martelli da Guerra

Ho creato questo personaggio per ridere, in una serata. Potrebbe essere uno dei capitani mercenari presenti durante la guerra civile nell'ultimo capitolo della Campagna Imperiale, oppure potrebbe essere trovato in Tilea o nei Principati di Confine mentre affronta guerre di poca importanza strategica, ma dove scorrono oro e beni!

Pomarola è un mezz'uomo atipico. Guerriero competente e comandante di una piccola compagnia mercenaria mista. Di antica famiglia tileana, i suoi avi emigrarono a Miragliano per vendere porchette e trovare una vita migliore. Nel corso dei secoli sempre più giovani mezz'uomini rifiutavano il lavoro duro dei loro padri, norcini e ambulanti, per cercare di fare una scalata sociale nel mondo della criminalità organizzata tileana. Inizialmente questa è stata anche la strada di Pomarola, che con altri masnadieri armati di bastoni e coltelli rapinava dei loro averi i turisti e i viandanti. La vita era difficile, il rischio di rimanerci secchi o finire in qualche cella elevato. Giovane di belle speranze, di carattere schietto e profittatore, data la sua scaltrezza e il suo arrivismo tentò di farsi accettare, malgrado l'emarginazione razziale, come scagnozzo d'una famiglia locale: gli Sgarristi. A un membro di spicco di questa famiglia, Racuso, piacque l'idea bizzarra di prendere questo grasso mezz'uomo come scagnozzo. Nel giro di qualche mese, visto che spiccava tra tutti per intelligenza e capacità, divenne la guardia del corpo personale di Racuso Sgarristi. Durante la permanenza al servizio della famiglia divenne un capace taglieggiatore e un rissaiolo di strada scaltro e feroce, durante gli scontri tra bande nessuno si aspettava che questo mezz'uomo paffuto e vestito con abiti alla moda potesse essere un guerriero tanto capace. Così il suo tirapugni ha spaccato tante ginocchia di avversari che nemmeno facevano caso alla sua presenza!
Dopo due anni di scontri, ruberie e riscatti, Pomarola capì che gli Sgarristi non intendevano permettergli di avanzare nella loro scala gerarchica, ma mantenerlo sempre come un corpo estraneo per via della sua razza. Si trovò tra le mani una lettera privata che il suo padrone aveva scritto per il padre, diceva chiaramente che Pomarola era soltanto un elemento capace, ma in fin dei conti sacrificabile, che non avrebbe comunque mai fatto strada. Molto offeso e contrariato da questo, se ne andò la notte stessa senza dire una parola, tradendo così la fiducia e il giuramento della famiglia, che dopo aver cercato invano di recuperarlo gli ha giurato la morte.
Pomarola agì d'impulso non rendendosi conto dei guai in cui si era cacciato. Dopo un paio di scontri coi suoi vecchi compagni che lo inseguivano (alcuni dei quali dovette, a malincuore, uccidere o ferire gravemente), decise di cambiare aria e prese la via della campagna. Ospitato in varie comunità contadine aiutava nei lavori pesanti. Si vestita come un bracciante e si faceva chiamare Polentino Funghetti per non destare sospetti. Quando il fattore per il quale lavorava si venne a trovare in difficoltà con un branco di lupi, Pomarola diede prova della sua straordinaria abilità bellica lasciando tutti stupefatti, persino alcuni ex-miliziani che con l'arco ci sapevano fare almeno un po'. Pomarola, stufo della vita contadina, fu preso da un'idea repentina e folle: fondare una compagnia mercenaria per impegnarsi, a peso d'oro, in una delle innumerevoli guerricciole di Tilea. Folgorato da questa idea, capace per la lunga esperienza passata in strada, iniziò a reclutare guerrieri e giovani vigorosi che desideravano cambiare vita. All'inizio si trovò al comando di una dozzina di elementi, ma quando la sua fama iniziò a crescere gente di ogni razza veniva per arruolarsi nella "Compagnia della Polenta", nome scelto in onore e ricordo della sua vecchia identità, senza la quale non sarebbe mai arrivato a essere dove è oggi.
Combattendo per conto di generali e principi rivali perse molti amici, ne incontrò di nuovi, venne ferito (poche volte) e uccise (parecchio) con l'arco e con la spada. Al termine della formidabile campagna che vide la pesante sconfitta dei goblin della tribù del Fulmine Azzurro per mano della Compagnia della Polenta, la sua fama valicò i confini di Miragliano e ben presto si trovò a combattere in numerose città stato.
Oggi Pomarola è un comandante forse poco carismatico, ma sicuramente furbo. Opera tra Tilea e i Principati di Confine, anche se ultimamente pensa di fare una capatina nell'Impero dove c'è aria di guerra civile, e quindi ingaggi facili. I pochi nani, mezzuomini e gnomi e i molti umani che combattono sotto la sua bandiera sono arcieri e uomini d'arme professionisti. Ben equipaggiati per gli standard tileani e fedeli oltre ogni dubbio. Il loro grido di guerra è "Polenta coi funghi!" che, anche se può sembrare strano, fa tremare i cuori di molti nemici!

Pomarola Cazzariello - Mezzuomo , 52 anni ( Ex-Tagliagole - ex-Guardia del corpo - ex-Mercenario - Sergente mercenario)

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Abilità:  Cucinare, Movimento silenzioso (campagna), Molto resistente, Colpire per stordire, Movimento silenzioso (città), Arma da specialista - Armi da pugno, Colpire con forza, Colpire per stordire, Disarmare, Rissare, Linguaggio segreto - Battaglia, Schivare, Cavalcare.

Equipaggiamento:  Cavallo da guerra con sella e redini, Cappuccio di maglia (1 pa alla testa), Morione crestato (1 pa alla testa), Gambali di maglia (1 pa alle gambe, Scudo (1 pa ovunque), Giaco di maglia (1 pa a braccia e torso), pettorale di ferro (1 pa al torso) ), Arco corto con faretra (30 frecce), Lancia, Spada corta, Pugnale, Tirapugni, Abiti sgargianti e cappello piumato (li indossa quando non scende in battaglia), 60 Corone d'oro (ma ne ha molte di più), collana d'oro con monile a forma di galletto.


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