giovedì 3 maggio 2012

Impero di Fragma


Impero di Fragma

 
Capitale: Fragma
Governo: Impero
Popolazione: 87% fragmiti, 6% cinocefali, 3% pusa, 3% osberg, 1% altri.
Religioni: Boghismo antico, boghismo puro, sciamanesimo.
Importazioni: Avorio, cavalli, mercenari, spezie, vetro.
Esportazioni: Armature, avorio intagliato, carbone, cibo, legname, oggetti d'arte, spade, stoffe.

L'antico Impero di Fragma è stato fondato più di milletrecento anni fa. Ha avuto tanti imperatori incapaci e viziosi che ne hanno ridotto l'estensione e dissestato l'economia, ma anche tanti sovrani giusti e competenti. In ogni caso oggi è soltanto l'ombra di quello che era un tempo. Fragma è una terra profondamente civilizzata e urbana circondata da montagne, boschi e fiumi ricchi di vita animale ma anche tana di mostri e umanoidi.
L'Impero di Fragma è famoso per la disciplina e la grandezza del suo esercito, anche se negli ultimi cinquant'anni ha sempre più fatto affidamenti ai mercenari del nord, siano essi osberg o nomadi a cavallo.
L'Impero è un punto di riferimento politico, mercantile e religioso per molti popoli vicini. Moltissimi di questi sono nati grazie alla sua antica opera di civilizzazione e ne imitano tutt'oggi le armate e la politica.
Di recente ha subito diversi attacchi da tribù nomadiche del nord, ma lotta duramente per mantenere il proprio dominio senza cedere nessun territorio. Anche se la velleità d'espansione del passato è ormai impraticabile, i fragmiti sognano i fasti del tempo che fu.
Alcune aree di confine sono in rovina e le scorrerie dei nomadi ogni primavera penetrano sempre più in profondità. I mercanti degli altri stati si fanno sempre più agguerriti e per certi versi Fragma sembra una decadente reliquia del passato.

Vita e società
Malgrado le difficoltà l'Impero di Fragma è una terra stabile e prosperosa. Nell'immediato passato si ricorda tanta violenza, perdite territoriali e tentativi di secessione da parte di alcuni duchi. Malgrado questo i fragmiti sono un popolo fedele alla propria dinastia, amante della pace ma senza compromessi umilianti. Tra la gente c'è molta unità e senso del dovere.
La dinastia regnante si chiama Ighetis, da sette anni regna l'Imperatore Manouil II. Assistito da fidati duchi, fedeli consiglieri e saggi sacerdoti sta migliorando le condizioni del paese. La dinastia regna attraverso clientele feudali coi vari duchi, avi di funzionari designati per un periodo determinato che hanno acquisito diritto di discendenza col decadimento della strutura statale centralizzata. Le famiglie dei duchi sono ricchissime e dominano i mercanti, le gilde locali senza che nessuno osi porgli un freno. Ogni duca ha una propria corte, la grandezza di questa e la fama dei personaggi che vi dimorano indica la ricchezza e il prestigio del nobile che la finanzia. La poesia, la musica e le arti figurative sono molto apprezzate. Lo stile d'intaglio e la pittura di Fragma è scuola per molti paesi vicini. Gli artisti fragmiti vengono chiamati dai nobili e i regnanti di tutto il mondo conosciuto.
Molti fragmiti sono contadini, pastori, pescatori e boscaioli. Nelle città l'artigianato è molto vivo e le fiere stagionali fanno circolare una gran quantità di moneta. Nelle città costiere la professione del marinaio è molto richiesta. Le navi mercantili di Fragma sono tra le migliori del mondo, così come la flotta militare che i vari duchi possono mettere insieme.
L'Imperatore può ordinare il dispiegamento dell'esercito dei vari signori in qualsiasi momento. La spina dorsale dell'esercito è costituita da reggimenti permanenti di soldati affidabili, ben addestrati e armati in modo seriale. L'esercito è famoso per le sue armature lamellari e per le lunghe picche chiamate "sarisse".

Caratteristiche geografiche princiapli
Fragma è una terra per certi versi verdeggiante, dolce e generosa, per altri aspra, rocciosa e impervia. A nord e a ovest le alte montagne invalicabili forniscono una difesa naturale dai barbari. Nel resto del paese le valli e le colline irrorate dall'acqua limpida dei numerosi fiumi donano sono perfette per l'agricoltura. Nel centro si predilogono i cereali, a sud si coltiva la vite e l'ulivo.
Le antiche foreste di Fragma sono estese e intricate, alcune celano i resti di antiche battaglie, altre sono rifugio di briganti e umanoidi selvaggi.
Picchi della Vittoria: Queste impervie montagne sono aspre e ripide. Creano un muro naturale contro i barbari del nord. Qui i nomadi, non potendo combattere a cavallo, hanno un potenziale militare pressocché nullo e sono stati massacrati a centinaia mentre, ignari, tentavano di passare per le mulattiere e le strette gole. I picchi si interrompono e diventano più bassi e dolci al Passo Aquila a nord e al Passo della Luce Eterna a ovest, che sono sorvegliati rispettivamente dal Castello Vràchos e dal Castello dei Martiri.
I Picchi della Vittoria sono il limite geografico del territorio imperiale da centinaia di anni. Furono varcati soltanto dal leggendario condottiero Macedonios che estese l'Impero di Fragma fino all'odierno Sheng Mu dove fu sconfitto e costretto a consolidare la posizione.
I Picchi della Vittoria sono anche una zona di scambio commerciale tra fragmiti e nomadi. Da quando le tribù umanoidi sono state sbaragliate gli umani commerciano liberamente e senza spese eccessive per la scorta armata. Di tanto in tanto però non mancano le incursioni di gnoll, orchi o goblin riuniti da un capo particolarmente carismatico. Le antiche leggende dicono che le montagne più alte sono tana di antichi draghi. Che sia verità o leggenda, i cavalieri e i paladini che vi si sono diretti non hanno mai fatto ritorno.
Sui Picchi della Vittoria sorgono vari insediamenti, snodi carovanieri, villaggi di minatori e insediamenti stagionali dove i pastori passano i mesi estivi alla ricerca dei prati più freschi per le loro capre. Sui monti meno esposti al pericolo delle incursioni esistono anche alcuni monasteri boghisti.
Picchi Gherakì: Questi monti selvaggi posti a est sono disabitati. Tana di numerosi rapaci e creature ben peggiori. Sono punteggiati di miniere d'argento, ma d'inverno risultano impraticabili per via delle forti nevicate. I minatori che abitano a valle sono tipi molto diffidenti e scontrosi. Sconsigliano a chiunque di avventurarsi sui Picchi Gheraki che, le antiche leggende, accreditano come centro di un'antica civiltà ormai sepolta.
Foresta Pacifica: Questa foresta porta un nome che non è mai stato così poco adatto come in questi anni. Un tempo patria di una piccola colonia elfica, che è stata distrutta dagli umani centinaia di anni fa, è stata rivendicata da una grossa tribù di orchi. Piena di selvaggina pregiata e di vita animale, il suo territorio era diviso come riserva di caccia tra quattro duchi. Da vent'anni le rispettive famiglie tentano di riconquistarla, ma la loro mancanza di fiducia reciproca e la voglia di guadagnare più degli altri perdendo meno uomini e meno risorse ha generato una situazione di stallo. L'Imperatore ha lanciato una crociata chiedendo a tutti i soldati volenterosi di dirigersi verso la foresta per liberarla dagli orchi. Poiché che ci sono ricompense la zona ha attirato paladini zeloti e mercenari senza scrupoli, ma anche tanti cittadini comuni con la voglia di cambiare vita.
Foresta di Prasinòs: Un tempo tuttuno con la Foresta Pacifica, è stata rivendicata dal fuoco e dalle asce di coloni provenienti da tutto l'Impero. L'ultima ondata è stata quella dei soldati e dei cittadini fragmiti che risiedevano a Solarni, profughi in conseguenza della conquista di quest'ultima da parte della Repubblica Viroclèa.
La sua parte più selvaggia è rifugio di banditi e anche di alcuni umanoidi sbandati. Addentrarsi nelle sue profondità è pericoloso. I boscaioli e i pastori locali lo sanno bene, tengono sempre pronti gli archi, l'ascia affilata e un pugnale alla cintura.
Lago Eustachiòs: Questo grosso lago di derivazione glaciale è lungo e stretto, da nord-ovest va verso sud-est, il suo affluente è il Fiume Stili che parte dai Picchi della Vittoria. Le acque sono profonde ed è molto pescoso. Tutt'intorno ci sono insediamenti di pescatori. Le sue acque vengono convogliate anche a scopo di irrigazione facendo di questa zona una delle più fertili del paese.
Lago Sfyri: Questo lago dalla forma vagamente circolare è situato a sud. Ha una cattiva reputazione: si dice che le sue acque scure celino orribili mostri. Malgrado questo alcuni villaggi vivono tranquillamente sulle sue coste.
Fiume Eidìki: Il fiume più grande dell'Impero, attraversa tutto il paese per il lungo. Famoso per le sue cascate scroscianti è navigabile per lunghi tratti, in questo modo ha contribuito all'unità dell'Impero.
Acquitrini maledetti: Questa palude bassa e mefitica divide l'Impero di Fragma con i paesi a est. La zona non è rivendicata da nessuno, poiché è malsana e priva di interesse. È abitata da lucertoloidi e gnoll che si massacrano a vicenda senza disturbare gli umani, che dal canto loro sono ben felici di ignorarli.

Luoghi importanti
L'Impero di Fragma è un luogo di antichi palazzi, monasteri di asceti lontani dalla civiltà e templi sontuosi. I cavalieri, i paladini e i sacerdoti sono l'incarnazione dell'ideale imperiale, i mercanti e gli artisti il suo lato più vitale. Le sue terre verdeggianti sono abitate da lavoratori orgogliosi e amanti della libertà. I fragmiti si sentono il faro della civiltà in un mondo di tenebre. 
 Amòs: La seconda città più grande dell'Impeo di Fragma, Amòs è un porto di mare cosmopolita, un grande scalo mercantile e un centro di attività cantieristica, architettonica e artistica. Costruita all'interno del sicuro Golfo di Aghiòs Zenàs nell'est del paese, nei suoi porti è ancorata una potente flotta da guerra. Le spezie vengono portate nel paese quasi esclusivamente dal suo porto. I canali minori pullulano di barche e contrabbandieri. Alcuni quartieri fortificati sono fondachi concessi a varie comunità di mercanti.La grande cattedrale è uno splendore dell'architettura ed è stata costruita per glorificare l'imperatore Alexios III vincitore della guerra contro i goblin. Una gigantesca statua di bronzo che rappresenta l'imperatore sul carro del trionfo scintilla nel porto. Il duca che governa la città e il suo territorio è Philagrios Agriòtita, un signore equilibrato e fiero che è in buoni rapporti col clero e coi mercanti. 
Nella città si trova un distaccamento del Collegio imperiale di magia e alchimia.
Aspenaràs: Questo castello di frontiera si è evoluto sino a diventare una città di media grandezza. I suoi abitanti sono perlopiù minatori arrivati da tutto l'Impero quando è stato scoperto un grande filone d'oro sui vicini Monti Affilati. La zona è vicina ai Picchi della Vittoria e per questo è rimasta militarizzata. Il comandante del forte, il rigido e spietato Dimitri Diomedis è anche governatore della città. Gli stranieri non sono i benvenuti.
Castello dei Martiri: Questo castello difende il Passo della Luce Eterna sui Picchi della Vittoria. All'interno di esso si trova anche l'Abbazia di Aghiòs Petro, una delle più importanti del paese, centro di copia di manoscritti e produzione artistica e filosofica. La guarnigione ben armata e addestrata è comandata da alcuni paladini. Il comandante è il giovane paladino Zenas Ilios, un fervente idealista che ha fatto della difesa del castello una questione di vita o di morte. Gli artigiani del forte producono e riparano elmi e armature per tutte le guarnigioni circostanti, compresa quella di Castello Vràchos. La religiosità permea ogni aspetto della vita e i chierici hanno un gran potere civile e militare.
Castello Vràchos: Questo grane forte difende il Passo Aquila sui Picchi della Vittoria. Le più grandi spedizioni per fermare i barbari del nord nelle aspre valli circostanti sono partire da qui. Le sue mura non hanno mai subito un assedio, ma sono famose per essere inespugnabili. Baliste e catapulte sono sempre pronti sui suoi torrioni grandi come piazze. La guarnigione che lo difende è la più grande del paese, ben armata e ben addestrata, è composta per un 30% da mercenari del nord. Il comandante, capitano Kallistos Krànos, è un vecchio stratega, saggio ma dal pugno di ferro. Gli orchi lo temono e lo chiamano "il grande diavolo".
Dorchen: Questa città è situata nella zona disboscata che divide la Foresta Pacifica dalla Foresta di Prasinòs. I suoi abitanti sono continuamente vessati dagli attacchi degli orchi e dal pericolo dei banditi. Vivono qui perlopiù boscaioli, contadini e intagliatori di legno. Gli avventurieri e i mercenari diretti qui trovano facilmente lavoro. Un numero elevato di abitanti è deceduto in seguito agli scontri, tra cui anche il duca Andreas Cnidos, alcuni settori economici sono stati del tutto abbandonati. L'Imperatore ha fatto stanziare qui un reparto di cavalleria della sua guardia pretoriana al comando del paladino Erastos Katharis che ha pieni poteri sulla città e il suo circondario.
Eres: Questa antica città elfica è stata invasa, ricostruita e ampliata dagli umani nel corso dei secoli. Alcuni edifici, specie la cittadella del duca, ricordano la natura dei precedenti abitanti, ma per il resto è una normale città fragmita. Molto misteriosa ed elegante, Eres è la città dell'arte, metà di pittori, scultori e architetti che studiano antichi bassorilievi elfici in cerca di proporzioni e prospettive perfette. Scavando nel terreno si trovano frammenti di marmo, statue, glifi, rilievi e colonne in quantità. Eres ospita l'Accademia imperiale delle arti. Inoltre è un centro mercantile che funge da snodo per molti villaggi vicini interdipendenti. Il Duca, Apollon Diosis, è un grande mecenate, la sua corte pullula di grandi nomi, tra cui molti cinocefali.
Fenipèo: Questa città di pescatori e mercanti è situata sulla costa ovest del paese. I suoi agrumi e i suoi frutteti sono famosi per il loro sapore intenso, tanto che vengono esportati via marittima per lunghi tragitti. La gente è allegra e spensierata, a tal punto che uno straniero può risultarne infastidito. La città fu occupata durante la guerra con Viroclèa ma fu risparmiata perché oppose poca resistenza. Da quel giorno i suoi abitanti sono anche stati tacciati di essere dei codardi e dei traditori. I pastori di questa città si spingono verso est per lunghi chilometri fino ai Laghi Azzurri, il territorio circostante è calmo e privo di pericoli.
Fragma: La capitale dell'Impero di Fragma. Qui vivono i mercanti, i sacerdoti, i paladini e i nobili più importanti di tutto il paese. La corte imperiale è uno splendore di intelligenza, filosofia, arte, musica e poesia. La caserma chiamata Exous ospita la guardia pretoriana che difende l'imperatore. Schiere di balestrieri, arcieri, spadaccini e lancieri difendono il triplice cerchio di mura della cittadella imperiale, che è un vera e propria città in miniatura. I cinocefali sono numerosissimi e alcuni sono consiglieri ed esperti al servizio dell'imperatore, sua maestà Manouil II.
Le chiese del boghismo antico sono le più grandi del mondo, veri e propri luoghi di pellegrinaggio dell'intera comunità di credenti. Alcune delle opere e delle reliquie conservate qui sono antichissime e di grande valore per la filosofia boghista. La grande cattedrale dedicata alla Aghiotità (santità) è uno sfarzoso edificio dotato di un'enorme cupola centrale e altre otto cupole laterali ricoperte di smalto colorato. All'interno i mosaici d'oro e di pietra rigulfono alla luce di mille candele. Le cerimonie d'incoronazione e i funerali dei membri della famiglia imperiale avvengono qui dentro. Il patriarca della cattedrale è padre Nestor, un uomo anziano e ieratico.
La città è anche un enorme snodo mercantile. Ogni giorno attraccano navi da ogni parte del mondo e partono carovane dirette in ogni angolo dell'Impero e anche oltre. Il quartiere dei pusa è secondo soltanto a quello dei cinocefali, il terzo è quello degli osberg.
I famosi scultori d'avorio della scuola imperiale acquistano le zanne direttamente al porto per creare le loro opere. 
Nella città esiste l'Accademia delle arti, l'Accademia delle scienze e l'Accademia militare, nella quale si formano tutti i comandanti dell'impero. Poco lontano dal palazzo imperiale c'è la sede del collegio imperiale di magia e alchimia. Qui vengono creati i golem di rubino che difendono la cittadella e le difese magiche per il palazzo e la famiglia imperiale.
Filatori e stampatori creano stoffe pregiatissime che vengono esportate in molti paesi vicini, i fabbri armaioli creano le meravigliose spade fragmite che sono famose per la loro flessibilità e la loro capacità di infliggere ferite mortali.
L'enorme flotta militare imperiale è attraccata ai suoi moli. I suoi bombisti che impiegano la nafta per incendiare le navi nemiche sono famigerati, temuti e pagati con oro sonante per il loro mestiere così pericoloso.

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