giovedì 28 marzo 2013

La storia di Bretonnia - Parte I (Il Regno Corrotto di Bretonnia)


La storia di Bretonnia
dal -1000 al 977

Di Ryan Wileman

-1000 / -800 C.I.

Questo periodo ha visto le terre, che sono state poi conosciute come Bretonnia, abitate per la prima volta da esseri umani. Gruppi di cacciatori-raccoglitori sono gradualmente migrati attraverso le Montagne Grigie dalle terre oggi conosciute come l'Impero. Questi gruppi famigliari erano molto primitivi e in quanto tali privi di "uniformità culturale". Il loro abbigliamento consisteva in pellicce grezze, le loro armi erano di pietra e di legno, essenziali nella costante lotta per la sopravvivenza contro le tribù nomadi degli orchi e dei goblin che si erano già insediate in queste terre. Gli elfi dei boschi, mentalmente chiusi, osservavano gli umani invadenti con curiosità e con una certa preoccupazione, sebbene al momento venissero facilmente cacciati dalla foresta, si resero conto che l'espansione e lo sviluppo di questi uomini avrebbe portato, nel tempo, a nuove minacce.
Le genti che si mossero in questa terra vennero chiamate collettivamente Bretonni, anche se il nome non veniva ancora utilizzato da questo popolo per descrivere sé stesso. La loro religione era troppo primitiva per essere confrontata direttamente con quella di oggi, sebbene il culto della Madre Terra si evinca da alcune pitture rupestri. In quanto tale, i Bretonni seguirono una primigenia incarnazione dell'Antica Fede, confidando negli spiriti della natura e nelle entità animistiche per la sopravvivenza e il benessere. I sapienti e le sapienti furono i primi "druidi", figure rare di mistero e potere.
Oltre alla migrazione da occidente, ci fu una limitata migrazione verso nord dalla penisola a sud. Quelle genti potrebbero essere state costrette verso nord dalle devastazioni degli skaven, gli uomini ratto iniziavano a invadere le terre oggi conosciute come Estalia, perlustrando il territorio con scarsi successo in cerca di malapietra .Oggi non sappiamo quasi niente dei primi coloni di Bretonnia. I nani delle Montagne Grigie tengono alcune registrazioni nel profondo delle loro roccaforti, così come gli elfi dei boschi della Foresta di Loren, ma nessuno ha pensato bene di narrare gli uomini della terra dei loro antenati. Alcune leggende druidiche potrebbero riferirsi alla gente di quel tempo, ma questi racconti sono velati da allegorie e simbolismi.  Sono stati ritrovati esempi di arte rupestre, in particolare nelle grotte delle Pallide Sorelle e sul Massiccio dell'Orcal, alcuni circoli di pietre possono provenire da questo periodo. Più interessante è la recente scoperta in una zona desolata dell'Artenois, sei pietre erette intorno un profondo lago all'interno di un gruppo di alberi nella foresta. Ai margini settentrionali del lago c'è un cromlech, e dipinto sulle pareti interne c'è quella che sembra essere una rappresentazione di una donna coi fianchi larghi. Stringe due piccole figure umanoidi, mentre un bisonte, uri e pesci morti stanno ai suoi piedi.

-800 / 0 C.I.
Questo periodo vede le prime due vere tribù iniziare a emergere a Bretonnia, coi cacciatori-raccoglitori nomadi che diventano stanziali e stabiliscono un'agricoltura su piccola scala. I gruppi famigliari si fusero insieme intorno alle aree fertile, come le valli fluviali di Grismarie, Sannez e Morceaux, e lungo le coste. Vennero istituite gerarchie e si formò un artigianato specializzato. Le minacce esterne degli orchi e dei goblin li incoraggiarono a riunirsi ulteriormente, con un vasto numero di persona divenne più facile difendersi e la popolazione crebbe di conseguenza. Con l'agricoltura arrivò la domesticazione degli animali, i cavalli (forse rubati dagli elfi dei boschi), i maiali e i bovini venivano allevati per il cibo e il lavoro. La metallurgia probabilmente iniziò per influenza nanica. La dipendenza dalla terra per la sussistenza produsse una maggiore fiducia nell'Antica Fede, ed è a questo punto che i druidi divennero maggiormente importanti tra i Bretonni. Anche se alcuni culti di Taal, Rhya e Ulric fecero la loro comparsa a nord, il ruolo dei druidi restò dominante. Essi formavano un'importante classe all'interno della società, non erano semplicemente leader religiosi, ma anche giudici e maestri. Anche se erano affiliati alle tribù del paese, non erano legati a nessun capotribù, venivano e andavano a loro piacimento creandosi intorno un'aura di potere e di mistero. L'espansione e lo stanziamento delle tribù non passò inosservato agli elfi dei boschi di Loren, che iniziarono a percepire la potenziale minaccia che della civiltà umana portava al loro regno. Tentarono di avere un contatto coi Bretonni attraverso i druidi, spaventandoli per farli stare lontano dalla foresta e per fargli lasciare in pace gli alberi. I druidi non compresero pienamente la natura degli elfi dei boschi, ma attraverso questa insidiosa superstizione, gli elfi riuscirono a comunicare coi druidi allo scopo di aumentare il proprio potere. Nei secoli successivi a questo periodo il potere dei druidi raggiunse l'apice. Attraverso l'influenza elfica si resero conto che se le tribù fossero cresciute in termini di popolazione non avrebbero più temuto e riverito la natura, ma sarebbero partiti alla sua conquista. I druidi agirono per sopprimere l'ascensione e l'alleanza tra le tribù, utilizzando la soggezione che riuscivano a incutere, per mantenere lo status quo.  
Durante questo periodo tra i Bretonni iniziò a emergere una cultura distinta, i manufatti esistenti mostrano uno stile peculiare che ha alcune analogie con quello presente ad Albione al giorno d'oggi. Il metallo veniva lavorato con eleganti modelli a spirale, sono evidenti animali fortemente stilizzati. La guerra veniva condotta a cavallo e a piedi, con un certo uso di primitivi carri di legno. Gli uomini si dipingevano con coloranti come il gualdo a imitazione dei terribili guerrieri elfici che venivano di tanto in tanto intravisti dai terrorizzati Bretonni. 
Una famosa reliquia di questo periodo è conservata al palazzo reale di Oisillon, chiamato erroneamente "Elmo di Le Breton". Questo elmo cornuto anticipa Gilles Le Breton di 1200 anni. Questo stupendo artefatto è lavorato in oro e bronzo coi caratteristici disegni a spirale delle tribù dei Bretonni di questo periodo. Un altro famoso artefatto di questo periodo è il Calderone di Marguilles. Questo impressionante pentolone di ferro è stato rinvenuto in un lago vicino alla città che gli dà il nome, i calderoni sono noti per aver avuto un significato simbolico tra i Bretonni. La parte anteriore del calderone mostra l'immagine di un volto femminile che, anche se stilizzata, rappresenta comunica la sua bellezza e l'aria temibile della sua indole. Gli studiosi l'hanno identificata come la Dama, il cui culto è generalmente considerato essersi diffuso tra tutti i Bretonni durante questo periodo. L'illustre e patriottico studioso imperiale Galirus di Nuln, ha dichiarato che la Dama era la "rappresentazione antropomorfica d'un primitivo spirito acquatico, simile a quello temuto dalla superstizione kislevita".

Figure leggendarie

Therouix
Diverse canzoni racconta le avventure di questo eroe sfortunato, che combatté contro numerosi mostri leggendari sulle Montagne Grigie. Egli trovò la morte per mano dei compagni della sua tribù, che non lo riconobbero al suo ritorno a casa dopo dieci anni dalla sua partenza.

Merhuil
Un misterioso druido che si dice abbia in egual misura aiutato e terrorizzato i più potenti guerrieri. I miti dicono che aveva un immenso potere e che conosce i fatti prima che avvenissero.

Gringda
Una strega che viveva da sola in una foresta circa dove oggi sorge Guisourex. Le storie narrano che aveva rapporti coi demoni e che era la sorella di Merhuil.

0 / 400 C.I.
L'inizio dell'Impero di Sigmar segnò un periodo di scompiglio e di lotte per le genti del paese. Le guerre di Sigmar contro i goblinoidi forzarono molti di loro a uscire dalle terre dell'Impero, parecchi di questi presero la strada attraverso i Monti Grigi. Questo provocò molte battaglie e razzie nelle fattorie dei Bretonni, gettando nel caos lo stile di vita stanziale che molti avevano adottato. Nel 94 C.I., i registri imperiali dichiarano che l'Imperatore di quel tempo mandò un delegato al popolo dei Bretonni per istituire legami commerciali e per stringere  un'alleanza contro i goblinoidi. Comunque, ciò era chiaramente destinato a fallire, i Bretonni non parlavano con una sola voce, i piccoli re che erano venuti a contatto con la comitiva imperiale non si sarebbero fidati degli stranieri. Nel corso dello stesso secolo gli umani scoprirono e attraversarono il Passo Nuvolone, la strada attraverso Le Volte per la Tilea. Questa non deve essere stata la prima volta che gli umani viaggiarono attraverso le montagne, ma questa volta segnò l'apertura delle relazioni col sud del Vecchio Mondo. Le terre di Tilea e d'Estalia sono state per secoli più avanzate rispetto a quelle del nord e numerosi coloni esercitarono un'influenza culturale e sociale. Per almeno cinque secoli essi migrarono verso il sud della Bretonnia, alcuni in fuga dai saccheggi dei pirati arabi, dai predoni non morti e dagli skaven, mentre altri si trasferirono nelle valli fertili per ragioni economiche. Le relazioni commerciali furono istituite tra le tribù dei Bretonni, esse portarono alla fondazione di Brionne e Quenelles sulle antiche rovine elfiche che ne sono fondamenta. Malgrado l'aumento dei conflitti coi goblinoidi, così come la creazione di colonie commerciali a sud, questo periodo vide alcuni piccoli insediamenti crescere fino a città, tra cui Guisoreux e Couronne. Come gli elfi dei boschi avevano predetto, l'influenza dell'Antica Fede svanì e la gente iniziò ad adottare i nuovi dèi, poiché erano più attuali alla loro esistenza. L'influenza dal sud del Vecchio Mondo portò nuove divinità, nello specifico Morr, Verena, Shallya, Myrmidia e Ranald. Il susseguirsi di guerre favorì il rinnovato culto degli dèi della guerra, con l'influenza di Ulric a nord e di Myrmidia a sud. Fu particolarmente notevole l'influenza di Shallya (a un certo punto del II secolo, a Couronne avvenne un miracolo), furono scoperte le acque curative e i cittadini iniziarono a fare offerte alla dea. La notizia ebbe diffusione a sud durante gli anni seguenti e i pellegrini iniziarono a riversarsi al tempio che vi era stato costruito.
Intorno all'anno 100 si ha notizia di razzie sulla costa nord da parte di flotte di navi spettrali. Scheletri sbiancati solcavano la terra comandanti da sinistre figure avvolte in bende. Questi eventi sono richiamati nella leggenda di Vitran, nei quali l'eroe eponimo vedere il suo intero villaggio massacrato o ridotto in catene dai non morti. Dopo molte avventure si imbarca in un tenebroso vascello e aggredisce con una lancia magica il comandante della flotta, il Re del Sepolcro: Settra. Ferisce Settra e costruisce una buona via di fuga per fuggire con la sua famiglia. La leggenda termina tragicamente quando sua moglie e suo figlio neonato vengono travolti dalle onde nel tentativo di raggiungere la riva.
La decrescente influenza dei druidi non era interamente consequenziale all'accresciuta confidenza dell'uomo dinanzi alla natura. I capi dei Bretonni rifiutarono il potere dei druidi, e il loro prestigio all'interno della società calò lentamente. I re e i capitribù si basarono sempre di più sui loro seguiti per avere un consiglio, bande di fidati guerrieri e consiglieri che formavano una potente protezione contro chi pretendeva la loro posizione.
Fu ancora più significativo che in questo periodo il culto della Dama del Lago raggiunse il suo apice. Divenuta una parte fondamentalmente del pantheon dei Bretonni non ancora unificato, rappresenta la terra natia e prende elementi da altre divinità, in particolare quelli la cui influenza è declinante, come Rhya. La Dama divenne un punto di riferimento comune intorno al quale i Bretonni si potevano raccogliere contro gli orchi e i goblin che vivevano nelle foreste e sulle montagne.
Fu un periodo storico culturalmente ricco per il futuro di Bretonnia. Molte canzoni e racconti tramandati nel corso dei secoli raccontano del coraggio delle genti nel conflitto contro gli orchi. Nelle storie pervenuteci di solito gli eroi erano in primo luogo leader e guerrieri. Erano spesso pii adoratori degli dèi, in particolare della Dama.
I Bretonni si orientarono maggiormente verso l'esterno, il contatto con l'Impero e con gli stati del sud crebbe. Questo non era sempre amichevole, le Terre Desolate videro numerose scaramucce tra il nascente Impero e i popoli della Bretonnia settentrionale. Tuttavia il commercio tra l'Impero e la Bretonnia fiorì, ostacolato soltanto dalla mancanza di unità tra quest'ultimi.

Figure famose
Questo periodo è quello in cui i Bretonni hanno avuto molte figure di immenso significato, riverite per le proprie gesta e ammirate per le proprie caratteristiche. Molti di questi, e altri dai successivi secoli pre-Le Breton, sono stati più tardi adottati come santi da vari culti nella Bretonnia unificata. esattamente quando le gerarchie religiose hanno intuito l'importanza di questi agenti sacri mortali agli occhi del popolo di Bretonnia. I libri di storia e l'epica vennero esaminate alla ricerca di figure di rilievo, che sarebbero potute essere considerate agenti degli dèi. Di conseguenza permettono a ogni religione il mantenimento, e a volte l'allargamento, della propria sfera di influenza. Alcune di queste figure agirono probabilmente sotto la volontà divina di uno degli dèi, altri possono non averlo fatto. I motivi per la seguente canonizzazione variano dalla devota ammirazione al cinico opportunismo.

Sonnus
Sovrano e capo guerriero delle tribù dei Bretonni della costa ovest. È ricordato per il suo coraggio nel respingimento dei saccheggi di Settra.

Franais

Una tra le prime sacerdotesse di Tall, favorita e rispettata dalla gente fino a che non denunciò la Dama. Si dice che sia scomparsa la notte stessa che compose il suo famoso poema "La profezia di Franais", oggi immortalato nelle canzoni dei menestrelli.

Vitran

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