giovedì 25 luglio 2013

Streghe a Bretonnia (Prima parte)

Streghe a Bretonnia

Di Rory Naismith

Me? Non è di me che devi avere paura. Il mio corpo è solo un recipiente, uno strumento. Il potere che mi riempie è immortale, invincibile. Si trova dentro di me come il seme di un bambino futuro si trova negli uomini e nelle donne, e come loro, sarà soltanto la volontà a farlo crescere e diventare più forte di quanto tu possa immaginare. Se mi uccidi sarà tanto più grande e più vendicativa quando sfogherà la sua vendetta. Il mio padrone aspetta le vostre menti e le vostre anime dietro ai cancelli della morte!

-Dalla confessione di Guillaumette Maury

La parola "strega" evoca un'immagine definita nelle menti dei bretoniani. Molti ascoltatori, soprattutto maschi, le immaginano come fanciulle nude che corrono in cerchio intorno al fuoco agitando bastoni e urlando in preda all'estasi. Le donne sospettose e pettegole vedono chiunque viva in modo diverso come al di là dei limiti della rispettabilità, è soltanto una linea sottile quella che divide l'eccentrico da una terribile strega. Gli aristocratici considerano l'accusa di stregoneria più come uno strumento politico da utilizzare contro i rivali e come un metodo per tenere buone le masse. Sebbene tutti questi concetti e molti altri siano comuni, sono basati su poco più che paranoia e diffidenza. C'è una componente piccola, ma assai tangibile e molto pericolosa, di streghe vere e proprie che adorano i poteri oscuri e possiedono atroci poteri sovrannaturali . I loro inenarrabili progetti contro le fondamenta stesse della società bretoniana bastano a tenere vivi la paura e l'odio verso le streghe.

Chi sono le streghe?

La maggior parte della gente che viene accusata di stregoneria a Bretonnia è innocente, o  al limite innocente dell'accusa di stregoneria. Queste persone non hanno niente a che fare con la magia oscura o il male, sono soltanto il bersaglio di gelosia, paura e isteria. Queste sono le ragioni più comuni per una caccia alle streghe; le ignoranti classi inferiori sospettano di qualche sfortunato, e ciò sfocia nella violenza alla minima provocazione. Altre volte dispute di poco conto e invidie possono portare a denunciare le persone come streghe, talvolta apertamente, talvolta di soppiatto, ciò porta alla diffusione lenta ma insidiosa di dicerie che inevitabilmente ricamano sul racconto.
Nelle comunità contadine rigidamente chiuse della Bretonnia, dove domina la superstizione, questo tipo di processo è fin troppo comune. Se la vittima non si accorge degli sguardi diffidenti e delle voci sommesse La prima cosa che sentirà come inizio di qualsiasi atto ai suoi danni potrà essere la folla chiassosa del vicinato fuori da casa sua nel cuore della notte. Succede spesso che non una parola su tali accadimenti raggiunga le autorità. Le parti del paese più silenziose e barbariche sono disseminate da tome senza nome di quelli che sono stati massacrati dalla folla resa pazza dalla caccia alle streghe.
Esistono alcune streghe "buone" , o comunque in possesso di poteri magici (o apparentemente magici) che non sono in alcun modo connessi coi poteri del caos. Sono capaci di dare poco più che consigli ai paesani, ben accetti nei momenti più delicati della vita, mescere vecchie pozioni  e fare impiastri e, talvolta, di usare la magia di basso livello per aiutare il loro prossimo. Alcuni di questi individui adora Ecate, ma la considera più come una figura materna e signora della magia piuttosto che una divinità malvagia. Tuttavia nel tempo qualcuno si travia e viene corrotto da Ecate e dalla vera natura del suo figlio-sposo, Khaine, così, inconsapevolmente, si rivolge al male.
Nelle città la stregoneria è tratta in modo leggermente diverso. La popolazione urbana di Bretonnia è un poco più educata e tollerante rispetto ai propri cugini campagnoli. Il costante degrado, la povertà e la fatica che permea le loro vite li rende ancora più predisposti agli occasionali scoppi di violenza contro qualsiasi possibilità che ci sia della magia maligna. In effetti  in una certa misura le autorità incoraggiano le fobie dei cittadini contro la stregoneria, in modo che essi dirigano le loro energie e le loro preoccupazioni in questa direzione piuttosto che contro i potenti locali. I cacciatori di streghe ricevono una sanzione ufficiale per consegnare un determinato numero di "streghe"  alla giustizia. Se la città contiene veramente o no un numero abbastanza alto di streghe non è affare né dei governanti né dei cacciatori di streghe.
Gli studiosi che osservano il fenomeno della caccia alle streghe con occhio distaccato ritengono che si fondi su una combinazione di paura reale e indignazione per l'apparentemente crescente attività del caos a Bretonnia, una profonda frustrazione e un risentimento sentito dalle masse per il proprio disagio e per il trattamento disumano al quale i ricchi li sottopongono. La caccia alle streghe è soltanto un modo di reindirizzare questa rabbia repressa, il che spiega perché tante persone apparentemente innocenti vengano bollate come streghe, sono soltanto il bersaglio, preso sul momento, di un malcontento.
Le streghe non appaiono soltanto tra le classi inferiori. Talvolta vengono accusati di stregoneria anche gli aristocratici e la classe media, il più delle volte ciò è il risultato di manovre politiche o di semplice odio. È però anche vero che i più ricchi e meglio educati sembrano trovare gli dèi oscuri e le arti proibite più attraenti. Molti giovani brillanti che se ne vanno per studiare magia ad Altdorf , sostengono gli elementi più reazionari della società, portano indietro più di un amore per la birra imperiale e qualche pergamena sbriciolata.
Nel caso di quelle persone che non sono coinvolte con la magia nera, i loro nemici gli lanciano accuse attraverso campagne di dicerie o pagando qualcuno per produrre prove e avviare così un processo. Sebbene nei confronti di chiunque sia accusato di stregoneria venga mostrata una prudente avversione, la nobiltà, coi ai maghi a consigliarli e possedendo di solito una cultura superiore, sono in grado di distinguere un caso genuino di stregoneria da un'accusa costruita su basi meno certe o lanciata per motivi mondani. Dichiarare queste cose apertamente rovina l'agitazione e può portare ad accuse di complicità con le streghe. Peraltro solitamente l'opinione della maggioranza può essere intuita: Chi viene giudicato innocente e vittima di calunnie è accolto con risate e fischi. Quelli le cui accuse sono basate su prove più solide vanno incontro a pesanti offese, lanci di frutta e sputi. C'è da dire che la viziata cricca dei potenti di Bretonnia dinanzi a una vero e proprio utilizzatore di magia oscura (soprattutto se prelevato dai loro stessi ranghi) sarà rabbiosa e spaventata proprio come le classi inferiori.
Sebbene sia raro non è inaudito per Druidi o elementalisti erranti essere perseguitati come streghe dai terrorizzati e ignoranti plebei o dagli ambiziosi cacciatori di streghe. Alcuni seguaci di Taal che vivono soprattutto all'aperto e conducono esistenza isolate al di là dei confini della società possono essere scambiati per streghe. Per ironia della sorte, anche se i cacciatori di streghe sono ben istruiti sui culti e sulla struttura del caos, di Khaine e di altre divinità inaccettabili, il culto di Taal e l'Antica Fede sono solo vagamente comprensibili a coloro che non sono iniziati.

Streghe malvagie

Le streghe davvero malvagie che fanno uso di negromanzia, demonologia e altre arti oscure sono relativamente rare, ma esistono diverse congreghe di streghe in varie parti della Bretonnia, sia tra i contadini arretrati della campagna che tra gli aristocratici e i borghesi delle città. Queste congreghe adorano attivamente gli dèi del caos e in alcuni casi esistono da secoli, o anche di più, come i seguaci rurali di Taal e dell'Antica Fede, per questi individui l'adorazione del caos o di Khaine è semplicemente una parte della vita del villaggio e così è sempre stato. In effetti questi contadini probabilmente non vedono quest'adorazione come una cosa sbagliata, e forse nemmeno dannosa, si tratta semplicemente del modo di fare del loro paese e non conoscono niente di meglio. Tuttavia esistono,soprattutto nelle città, alcuni che si rivolgono agli déi del caos coscienti di ciò che stanno facendo e che si dilettano coi poteri diabolici che gli vengono concessi. Questi innegabilmente sono i più pericolosi di tutti e comprendono non solo contadini e classi sociali basse, ma nobili, studio e anche chierici corrotti. Nelle città costiere è particolarmente popolare il culto di Khaine, ci sono alcuni culti sfrenati composti da giovani nobili e ricchi mercanti che indulgono in macellazioni rituali e bevute di sangue. Si crede che un piccolo numero di elfi oscuri guidi questi gruppi tentando di coordinare le attività lungo tutta la costa.
Nell'entroterra ci sono molte congreghe e culti dedicati a Ecate, la dèa della stregoneria allo stesso tempo madre e sposa di Khaine. In realtà ci sono molti gruppi dedicati a Ecate, come ci sono per le altre potenze del caos. Si ipotizza che il suo culto sia stato trasmesso dagli ultimi elfi residenti nel Vecchio Mondo che fuggirono dalle città costiere in fiamme per nascondere le loro oscure credenze nella foresta. Nel tempo queste sono state trasmesse alle nascenti tribù umane che le hanno tenute in vita fino ad ora. Difatti il talento per la magia e la stregoneria che si manifesta in alcune aree potrebbe essere il risultato di un persistente sangue elfico tra la popolazione locale. Le congreghe di Ecate tendono ad essere le più crudeli e selvagge di tutti, traggono piacere dal massacro degli innocenti, dalla corruzione dei deboli e dal disordine in generale. Selvaggi sabba notturni sono più comuni tra le congreghe e i culti di questa dèa, che sono quasi esclusivamente composti da donne bretoniane.
Mentre le congreghe del caos tendono a utilizzare l'astuzia e la segretezza per preservare per preservare e aumentare il proprio potere, i seguaci di Ecate sono molto meno sottili. La paura e la crudeltà sono le loro armi più grandi in confronto alle sanzioni.
Le rivalità e anche le faide aperte tra congreghe dedicate a divinità diverse non sono sconosciute, talvolta anche gruppi che agiscono, consapevolmente o meno, per lo stesso potere si trovano in conflitto l'uno contro l'altro.
Tutte queste streghe fanno uso di negromanzia, demonologia e si dilettano in sacrifici umani, pratiche sessuali deviate e molte altre abitudini malsane. È dalle rare confessioni estratte dai membri di questi culti che si è formato l'immaginario sulle streghe.
Orribili e pericolose, le streghe vere vengono catturate solo molto di rado poiché quasi sempre mantengono le loro pratiche illecite ben nascoste, inoltre possono fare uso di potenti magie per proteggersi se la situazione dovesse volgere al peggio. Più di un cacciatore di streghe ha incontrato la sua fine andando contro quello che pensava essere una stramba e strepitante vecchia megera con un divertito luccichio negli occhi...

Gli Zingari

Gli Zingari di Bretonnia sono vittima di pregiudizio e diffidenza da parte della popolazione sedentaria. Questi viaggiatori sono malvisti perché apertamente "diversi" e per il carattere distinto del loro stile di vita. Viaggiare continuamente è visto come anormale, al di fuori del sistema naturale di autorità e società, privi come sono di fedeltà a un signore o un padrone. Gli Zingari sono visti come totalmente inaffidabili, capaci di rubare, stuprare e uccidere appena ne hanno occasione. Compaiono nelle storie per spaventare i bambini. Azbou la zingara, col suo coltello seghettato, mani pelose e labbra gigantesche è una popolare figura demoniaca evocata da genitori e insegnanti.
A dispetto di questi pregiudizi gli Zingari conservano ancora le loro antiche usanze e tradizioni, incluso il loro linguaggio distinto. A parte Ranald, Taal e tavolta l'Antica Fede, tendono ad adorare Ecate, una dèa chiaramente associata al male, anche se dagli Zingari non viene adorata sotto tale aspetto. Da questa devozione hanno guadagnato il loro talento insolito di predire il futuro e praticare la magia. La diffusione della caccia alle streghe ha colpito duramente la popolazione zingara. Le accuse di stregoneria sono utilizzate per sanzionare gli atti violenti a danno degli Zingari ogni volta che si stanziano nei pressi di una comunità bretoniana, per giustificare i tumulti e le grida contro gli "invasori".
I cacciato di streghe, impadronitisi di quest'odio, di frequente dirigono le proprie energie contro gli Zingari, praticamente garantendo una sentenza di colpevolezza. Per i cacciatori di streghe non è raro inseguire letteralmente la scia dei gruppi di Zingari perseguitandoli costantemente finché non escono dai confini del Regno.
Sebbene pare che esista una tradizione dell'uso della magia tra gli Zingari, e specialmente di chiaroveggenza, (che i cacciatori di streghe e i contadini impauriti interpretano rapidamente come collusione con gli dèi del caos) in realtà pochi di loro utilizzano magia malvagia. Tuttavia quelli che ne fanno uso tendono a essere più pericolosi delle altre streghe, alcuni Zingari hanno una strana affinità con la magia e la predizione del futuro, che può essere facilmente diretta contro coloro che ritengono essere nemici. Essi dominano gli altri Zingari col terrore e  trasformano l'intera banda in una setta itinerante. Futuri corrotti e fuorvianti vengono letti ai visitatori per pervertire le loro menti, animali e bambini scompaiono attorno al campo di una strega Zingara, che li utilizza per scagliare strane maledizioni, per fare ignobili intrugli e tremendi incantesimi. Anche grazie a queste streghe gli Zingari hanno guadagnato la loro nomea.


Credenze sulle streghe

"Sembra proprio una di loro!"

A Bretonnia attualmente c'è un preciso stereotipo di strega. Non riflette molto la realtà delle congreghe stregonesche e i veri utilizzatori di magia nera (che di solito si sforzano per apparire più normali possibile), ma aiuta a spiega perché la popolazione sceglie certi bersagli.
Per il bretoniano medio una strega è curva, verrucosa, una vecchia megera che vive sola in un cottage fatiscente. Incline agli schiamazzi, borbotta maledizioni e senza dubbio ha un gatto, un gufo, un corvo o qualsiasi altro animale, che è senza dubbio un famiglio demoniaco sotto mentite spoglie. Ovviamente avrà un calderone e un manico di scopa per mescere pozioni maligne e volare verso i sabba dissoluti.
Nessuno si ferma mai a pensare che una donna vecchia sarebbe decisamente sola, affamata e sporca se non vivesse con un animale, non avesse un calderone per cucinare e una scopa per fare le pulizie, ma non è questo il punto. Chi risponde a tutti questi requisiti ed è impopolare tra il vicinato corre il rischio di essere chiamata strega. soprattutto se un cacciatore di streghe è attivo in zona. Anche se questa è l'immagina più diffusa della strega, è credenza comune che bellissime fanciulle vergini possano essere anche loro streghe; dopotutto potrebbero essere vecchiacce raggrinzite o spiriti maligni camuffati in modo da indebolire la resistenza dei focosi uomini bretoniani, questo aiuta gli anziani a spiegare ai giovani quali azioni sono scorrette e irrazionali. Anche gli uomini possono essere considerati streghe, in genere si tratta di anziani che conducono una vita solitaria e che sono abituati a parlare da soli suscitando sospetto.

"Quando dobbiamo incontrarci di nuovo noi tre?"

Una convinzione diffusa vuole che le streghe operino in congreghe (culti) e si riuniscano regolarmente in grandi incontri edonistici chiamati sabba. Che le streghe facciano realmente i sabba è oggetto di speculazione selvaggia e di fantasie. Gli studiosi che trascorrono troppo tempo soli in biblioteche tetre con candele profumate e bizzarre e gli osti creduloni sono i maggiori responsabili della divulgazione di tali stravaganti voci di corridoio: diavoli e demoni sono immaginati condurre le streghe nude in grandi danze cantando canzoni oscene e blasfeme, mentre zampognari non umani li accompagnano con una melodia ammaliante. I bambini vengono sacrificati, cucinati e mangiati assieme a strane vergini bionde, galletti neri o capretti appaiono in giusta quantità. Vengono commessi atti sessuali deviati coinvolgendo spesso le coppie più improbabili. Nuove stregonerie per portare alla rovina lo sfortunato popolo di Bretonnia vengono scambiate come fossero ricette per dolci. Gli incontri terminano con le streghe che proclamano il loro appoggio agli dèi del caos, poi volano verso casa in sella a scope di saggina o gusci d'uovo.
Si dice che questi sabba avvengono nel cuore della notte in luoghi isolati toccati dalla potenza degli spiriti maligni: lande desolate, laghetti nebbiosi, boschi tetri, scogliere scoscese e rovine deserte sono comunemente ritenuti luoghi  in cui le streghe si riuniscono. La maggior parte dei villaggi in effetti è fiera di vantare un posto nelle vicinanze frequentato da fantasmi e luogo di incontro per i sabba delle streghe. Gli abitanti di villaggi e città vicine discutono su chi attira il maggior numero di streghe (a volte raggiungendo livelli un po' assurdi, in alcuni casi sopra le 10.000), in realtà è come se volessero le forze delle tenebre a benedire specialmente le loro case.  
Da notare che pochi villaggi saranno in grado di fornire prove diverse da vecchie leggende sul fatto che le streghe siano mai state effettivamente incontrate sul sito in questione. Nessuno ammetterà davvero di essere stato lì di recente o di aver visto qualcosa di strano, ma tutti conoscono qualcuno che lo ha fatto. Se poi questo qualcuno esiste davvero è un'altra faccenda. In realtà l'idea di congreghe e sabba si fonda su qualcosa di più d'un pizzico di verità. La maggior parte delle streghe non agisce da sola e si incontra regolarmente con le compagne della stessa comunità o delle comunità vicine. Questi incontri non sono sempre proprio come i trambusti vivaci e stravaganti previsti dalle menti fantasiose, si tratta di tranquilli affari inaccessibili, spesso con una gran quantità di impegnativi salmi, proclamazioni blasfeme e sufficiente magia per ottenere un po' di risultati. Adorano Ecate e Khaine, tuttavia ricorrono a eccessi  dissoluti e selvaggi non molto lontani da quelli degli altri, il fatto è che tutte le streghe fanno queste cose in modo più sottile e inquietante di quanto la fantasia popolare possa mai concepire.
Una congrega di streghe, di solito composta da un numero compreso tra due e dieci individui poiché un numero maggiore renderebbe più facile la sua scoperta, è davvero poco più che un culto del caos che si riunisce per invocare il favore del proprio oscuro signore. Sono consapevoli che indulgere palesemente nella magia o attirare l'attenzione durante i loro incontri sarebbe molto pericoloso, il più delle volte i veri incontri della congrega si svolgono in luoghi appartati, aree sicure dove si ricorre quasi sempre a protezioni magiche e non. Difatti le congreghe urbane, composte da streghe della stessa città, di norma si incontrano dove nessuno si aspetterebbe mai: sotto gli occhi delle autorità, in una soffitta, in una cantina o in una bottega vuota.
I sabba si svolgono in momenti precisi. Queste occasioni coinvolgono diverse congreghe che si uniscono contemporaneamente in una collettiva devozioni agli dèi oscuri. Ci sono particolari notti dell'anno legate ai cicli lunari e alle credenze sulla magia che sono di particolare buon auspicio per le streghe. Sorprendentemente sia i popolani che le streghe vere sembrano essere d'accordo a tal proposito, i sabba hanno luogo perlopiù nel Jour des Sorcieres a Capodanno e nel Jour des Mysteres in estate.
Chi si incontra in un sabba rappresenta un culto più grande e organizzato che di solito riconosce un leader di qualche tipo. Spetta a questo leader di dirigere gli altri nell'adorazione e di emanare comandi generali.
I sabba sono più vicini di quanto si creda alla loro immagina popolare. Le danze, talvolta senza vestiti, e le cantilene sono comuni e i sacrifici devono essere compiuti per far apparire le entità del caos, che possono anche avere rapporti sessuali con le streghe (si narra che le belle fanciulle vengono prese dal davanti, mentre le vecchie da dietro per non offendere i demoni con la loro bruttezza) .
Tuttavia i sabba sono molto rari e sempre molto sorvegliati, inoltre il luogo di incontro cambia quasi sempre anno per anno, a chi assisterà il luogo viene comunicato solo immediatamente prima la partenza.
Qui pochi che conoscono la verità sulle streghe di Bretonnia speculano sul numero di sabba e credono che possano essercene circa una mezza dozzina. Alcuni sostengono che possa esistere una vaga organizzazione provinciale basata su antichi confini a lungo dimenticati o su qualche insidiosi piano pensato per abbattere la società civile. Ma soltanto le streghe stesse potrebbero risolvere il dibattito, ma lo sparuto numero che cade nelle grinfie dei cacciatori di streghe raramente è collaborativo.
Non solo le streghe malvagie e caotiche si organizzazione in congreghe. Poiché donne e contadini coinvolti con la magia sono guardati con estremo sospetto, non sorprende che coloro che la praticano debbano incontrarsi in segreto. Coloro che conosco le erbe e un po' di magia provenienti da antiche tradizioni discutono le loro conoscenze in segreto. Allo stesso modo gli adoratori rurali di Taal, Rhya e dell'Antica Fede, che seguono i loro dèi con strani riti da prima che sorgesse il Regno di Bretonnia, tengono riunioni segrete in luoghi di speciale significato per la loro fede, come  cerchi di pietra, boschi sacri e laghi fatati.
 I loro incontri al chiaro di luna sono scanditi da canti in lingue dimenticate, la venerazioni di teschi e alberi e i mascheramenti vengono facilmente confusi coi culti del caos sia dai cacciatori di streghe che dai popolani.  L'equinozio di ogni stagione è momento di grandi festeggiamenti, che ad occhi inesperti potrebbero sembrare terribilmente simili a sabba. I Druidi e anche coloro che sono a pieno titolo chierici di Taal vengono talvolta bruciati sul rogo per stregoneria.

"Un piccolo prezzo per quattro e vent'anni..."

I contratti con gli dèi del caos sono da considerare fondamentali per la concessione di poteri sovrannaturali alle streghe. Quando si dedicano interamente a una vita di malvagità e peccato, si dice, che le streghe firmino patti coi loro signori infernali stabilendo le condizioni secondo le quali presteranno loro servizio. Spesso sono immaginati essere scritti nei modi più bizzarri: possono essere vergati su pelle umana conciata, col sangue di una vergine, in antiche lingue dimenticate o all'incontrario. Trovare un patto tra una strega e un dio del caos è cosa rara, ma se qualcuno lo trovasse, anche il più innocentista e misericordioso degli osservatori sarebbe costretto ad accettare la colpevolezza del sospettato. Come ci si poteva aspettare, però, i patti contraffatti non sono certo sconosciuti, ma quelli convincenti sono molto difficili da falsificare e vengono prodotti soltanto dai ricchi come prove contro un nemico particolarmente detestato. Questo finché non è coinvolta una vera strega.
Fa gelare il sangue pensare che queste credenze si basano su fatti reali. La maggior parte delle streghe, che di solito operano all'interno di un culto caotico, firmano effettivamente una specie di patto che descrive il loro compromesso con gli dèi del caos. Si tratta di documenti potenti e si dice se vengono distrutti o strappati la strega diventerà cieca (uno o due casi sono stati messi a verbale come prova di questo accadimento). Di conseguenza i loro proprietari li nascondono molto bene, molti vengono sepolti o collocati in luoghi altrettanto inaccessibili come in fondo ai pozzi o all'interno delle tombe.
Il testo di un contratto apparentemente autentico, scoperto durante il processo a carico di Jehenne de Brigue e dichiarato tale da un riverito chierico e almeno tre maghi, è fornito qui sotto. La prima parte è scritta in uno stile più comunemente rinvenibile in antichi testi tarlati evitati dagli uomini sani di mente, poiché è scritta nella Lingua Oscura. La seconda parte sembra sia stata scritta da Jehenne stessa e alla fine c'è la sua firma vergata col suo sangue e con qualche altra sostanza non identificata che si pensa essere il "marchio" dell'altro firmatario del documento.

Io, Signore Slaanesh, ho oggi accettato il patto di alleanza con Jehenne de Brifue, che fa parte del nostro regno. Le ho promesso l'amore degli uomini e delle donne, la maestria nelle arti segrete, gli onori mondani, il piacere, la conoscenza e le ricchezza. Fornicherà ogni tre giorni e l'ebbrezza le sarà cara. Offrirà noi un tributo vivente una volta all'anno. Calpesterà sotto i piedi i sacramenti delle divinità inferiori e parlerà a noi nelle sue preghiere, e compirà per noi i suoi riti. In virtù di questo patto ella vivrà beatamente per vent'anni tra gli esseri umani e poi finalmente verrà al suo Signore. Io, Signore Slaanesh, Distruttore della Purezza, firmo e confermo questo contratto.


Mio Signore Slaanesh, riconosco te come mio principe e maestro, prometto di servirti e obbedirti finché vivrò in questo mondo e nel prossimo. Rinuncio a tutte le altre divinità e ai loro santi e riti sacri, a tutte le preghiere e le suppliche tramite le quali i fedeli potrebbero farle intercedere per me. E prometto a te che sarò quanto più malvagia possibile, e che attirerò chiunque altro nella malvagità per appoggiare il mio Signore Slaanesh e i suoi piani. Rinuncio a qualsiasi forma di devozione asserendo che il mio corpo e la mia anima sarà solo per Slaanesh. E se fallirò nel servirlo e nell'adorarlo, e se non lo farò pagherò il mio tributo tre volte ogni giorno. Ti dono completamente la mia vita. Scritto in quest'anno e questo giorno da me, Jehenne de Brigue.

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